venerdì 9 giugno 2017

Consulenze e percorsi personalizzati. Marta De Lorenzo Educatrice Professionale e Gestalt Counselor

Ho smesso di fare domande alle stelle e ai libri. Ho cominciato ad ascoltare gli insegnamenti che il mio sangue mi sussurra 
(H.Hesse)

Per appuntamenti o info
 mail to:
 martadelorenzo79@gmail.com

Consulenze on line (counseling on line) via mail o chat








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Cos’è il counseling
il Counselling è una “relazione d’aiuto”, professione disciplinata dalla Legge n°4 del 14 gennaio 2013. Essa consiste nell’applicazione da parte del professionista di un insieme di tecniche, abilità e competenze tese a facilitare il Cliente nell’uso delle sue risorse personali, affinché questi possa trovare la soluzione per un problema che crea disagio esistenziale e per migliorare complessivamente la qualità della sua vita.
Lo scopo del Counselling è quello di offrire al Cliente l’opportunità di esplorare e riconoscere i propri schemi d’azione e di pensiero e aumentare il livello di consapevolezza, così da saper utilizzare al meglio le proprie risorse personali per gestirsi in  modo efficace e raggiungere un maggiore benessere.
Il Counsellor opera nel campo della prevenzione della malattia e in quello della promozione della salute, così come intesa e definita dalla Carta di Ottawa nel 1986. Il Counsellor possiede competenze specifiche per la promozione del benessere dell’individuo e non esercita attività sanitarie.
Per il suo specifico settore di intervento il counselor non va confuso con altre figure professionali, quali lo psicologo, lo psicoterapeuta, etc. . Infatti l’attività di counseling non prevede l’utilizzo di tecniche e metodologie di intervento proprie delle figure professionali citate, come: la somministrazione o prescrizione di farmaci, l’utilizzo di test psicodiagnostici e quelle attività che nel dettaglio sono proprie della figura dello psicologo o dello psicoterapeuta.


Quando è utile un intervento di counseling
Il counseling non è una forma di terapia (medica o psicologica) o di sostegno psicologico. Il counseling è un percorso di crescita, di responsabilizzazione, di maturazione durante il quale siamo seguiti da un professionista, il counselor, che ci accompagna alla scoperta di un futuro diverso. 
Il counselor non dà consigli, non offre soluzioni e non indica scorciatoie. 
Il counselor ci accompagna verso mete e obiettivi che noi stessi abbiamo stabilito, e aiuta a far sì che ognuno di noi possa dare il meglio di se stesso: nella vita privata, nella scuola, nel lavoro, nei rapporti di coppia e familiari. 

Ognuno di noi possiede delle potenzialità e delle risorse: il counselor ci aiuta ad esprimerle. 

Capita a tutti nella vita di attraversare dei momenti difficili. Questi momenti sono caratterizzati, per lo più, da una così detta "fase di transizione" ovvero da un cambiamento: personale, scolastico, professionale, amicale, etc. 
Durante la nostra vita accadono delle cose che, pur essendo del tutto normali (nasce un figlio, cambia il lavoro, si chiude un ciclo scolastico, etc.), spesso ci lasciano in una situazione di empasse rispetto alla quale non sappiamo bene come muoverci. 

Il counseling è utile quando...
dobbiamo prendere una decisione difficile che riguarda la nostra vita personale o professionale;
dobbiamo raggiungere un obiettivo che ci siamo posti, ma incontriamo delle difficoltà;
ci troviamo di fronte ad una scelta lavorativa;
vogliamo riorganizzare le nostre relazioni familiari, magari in seguito ad una separazione o ad un divorzio;
i figli diventano grandi e lasciano la loro famiglia d'origine;
quei figli siamo noi e non sappiamo più come rapportarci alla nostra famiglia d'origine;
si costruisce o si ri-costruisce un nuovo nucleo familiare;
incontriamo dei problemi nella vita di coppia;
incontriamo difficoltà nella carriera scolastica (ad esempio siamo bloccati nella scelta dell'università o nel sostenere un esame);
ci troviamo in delle situazioni dove, da soli, sentiamo di non farcela.


COME AGISCE
Nell’esercizio della sua professione il counsellor non parte da alcuna teoria della persona o sapere precostituiti. E’, invece, un esperto di relazione. Pertanto il suo compito non è interpretare, consigliare e informare, ma accompagnare il cliente nel suo processo di esplorazione e chiarificazione, attraverso specifiche abilità e tecniche relazionali, mirate a favorire il processo di empowerment e basate sull’ascolto, l’accettazione, la comprensione empatica, il rispecchiamento del cliente e della sua esperienza soggettiva.
(fonte www.cncp.it)


CHI E' L'EDUCATORE PROFESSIONALE
L'educatore professionale in Italia è un professionista sociale e sanitario che attua specifici progetti educativi e riabilitativi, nell'ambito di un progetto elaborato da un'équipe multidisciplinare, volti a uno sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di partecipazione e recupero alla vita quotidiana; cura il positivo inserimento o reinserimento psicosociale dei soggetti in difficoltà ( DECRETO 8 ottobre 1998, 520)
L'educatore professionale svolge la sua attività professionale, nell'ambito delle proprie competenze, in strutture e servizi socio-sanitari e socio-educativi pubblici o privati, sul territorio, nelle strutture residenziali e semiresidenziali in regime di dipendenza o libero professionale.
Gli educatori professionali possono operare in svariati servizi sanitari e socio-sanitari, tra i quali:
servizi per le persone con problemi di dipendenza
servizi per i disabili
servizi per la salute mentale
servizi per i minori
servizi per gli anziani
servizi di integrazione interculturale
servizi per i detenuti
servizi per persone senza fissa dimora
servizi di prevenzione con adolescenti
Nelle strutture educative scolastiche dove l'Educatore Professionale non è un insegnante curricolare, ma realizza progetti specifici, finalizzati all'autonomia
Nelle case-famiglia per minori
Nelle carceri minorili
Nelle ASL

Nelle imprese e nelle Pubbliche Amministrazioni

domenica 7 maggio 2017

L'Orto dei ricordi. Creare per una nuova narrazione di sè.

Passeggiamo nelle parole colme di echi di memorie, di sensi, di forme e profumi e sensazioni che si scrivono tra la pelle e la vita che si ricongiunge di significati e ri-costruzioni. Seminiamo parole da cui germogliano nuovi sensi, rispecchiandoci in quelli sentiti, passati, vissuti. Ci addentriamo tra le erbacce e qualcuna graffia, a volte facciamo pulizia, altre le lasciamo lì...rigenereranno a tempo debito.
Portiamo da dentro...a fuori...del resto cos’altro fa l’arte se non questo, se non partorire ogni volta significati nuovi e taciuti di sé?
Non facciamo arte, non ne siamo in grado, facciamo vita. O almeno ci proviamo, con i frammenti di quel che resta e la fiducia in ciò che potrà essere.
Sono questi i nostri percorsi di rieducazione emozionale. Oggi qui, lieti e onorati di aver seminato in quest’Orto dei Ricordi anche piccoli semi delle nostre fragilità, imbottigliate con gioia, esposte con coraggio e gratitudine.

Dott.ssa Marta De Lorenzo  (Educatrice Comunità Emmanuel)

e Fabio, Marcello, Vito, Mattia, Matteo, Michele, Mirko, Ronny.




















martedì 26 aprile 2016

Emozioni in ombra, il video: diario dell'esperienza



Sono passati poco più di 3 mesi. Tre mesi di lavoro concentrato in qualche ora settimanale. Mesi di idee, vuoti, illuminazioni. Mesi di scrittura, mesi di esercizi, mesi di giochi, mesi di ansie condivise, obiettivi definiti e ridefiniti in continuazione. Il tempo era già dato, già confezionato. Ma all'interno di quello abbiamo avuto la possibilità dell'infinito: noi stessi.
E' così che è iniziata questa avventura, con un "che ne pensate se"...e un "Matteo siediti un attimo qui vediamo come si vede..." e da lì non ci siamo più fermati, Matteo non si è più alzato da lì ed è diventato, senza programmi, senza progetti, senza definizioni nè induzioni, semplicemente, naturalmente, il protagonista burattino. 
Come si comincia un lavoro con le ombre? Beh..procuriamoci un telo, cuciamolo, troviamo modi di appenderlo, e la luce? In tutta quest'ombra ci manca la luce. Ci manca proprio spesso la luce. Ma ogni cosa ha trovato il suo posto, luogo e momento. E tutto in una splendida e unica logica: quella della squadra, del gruppo, della cooperazione, della condivisione. Questo ci ha permesso di crescere in fretta in quest'esperienza. Di non perderci e di ritrovarci, ad ogni curva, migliori rispetto al passo precedente.
Il risultato conta, e io, personalmente, lo trovo straordinario! Ma forse sono di parte, l'ho vissuto con loro, l'ho creato con loro, l'ho curato con loro, l'ho respirato in ogni sua emozione. Ma oltre il risultato, ciò che davvero è stato importante in questo viaggio, è stato proprio il percorso, il tragitto, e tutto ciò che abbiamo lasciato e preso e trasformato e ritrovato, dentro noi stessi, all'interno nel gruppo, all'interno del progetto.

Stiamo attraversando insieme un percorso, quello della riscoperta e conoscenza del sistema emozionale ed affettivo e di come funzioni e si utilizzi l'intelligenza emotiva. Stiamo riscoprendo, a piccoli sorsi, il sapore del sentire, del percepire e la capacità di dare significato ai pensieri, ai sentimenti, alle sensazioni e alle azioni. E' un cammino lento e profondo che percorriamo per mesi, insieme, attraverso svariati canali. Ecco. Questo è stato uno di quei canali.

Non si tratta più solo di significare i contenuti: ciò che abbiamo voluto rappresentare non è innovazione e non è scoperta. Ma questa volta abbiamo scelto di fermarci sul COME. Sul come rappresentarlo, sperimentando linguaggi inusuali per noi: la vita di strada, la vita impigliata nelle trappole della droga e della delinquenza ad essa correlata, la vita fatta di impulsi e istinti di sopravvivenza, a volte, e di morte altre, non conviene facilmente con i linguaggi della poesia, della delicatezza, del silenzio, del linguaggio del corpo, dell'agire insieme. E quindi è lì che ci siamo diretti. Nello studio di esperienze nuove per i linguaggi dell'anima che di cose da gridare ne ha a palate, e impara a farlo senza gridare, senza assalire la vita, ma risignificandola, risignificando se stessi.

Li ho visti provare e riprovare, ridere e arrabbiarsi; intimorirsi e vincere le paure rispetto al ruolo, al risultato, alle aspettative. Li ho visti autorganizzarsi nella gestione dei ruoli, lasciar emergere idee, metterle in discussione, definire scelte ed obiettivi. Ho visto momenti di tensione, che abbiamo superato. Ho visto momento di entusiasmo e commozione, che abbiamo condiviso.
Ma ciò che mi è piaciuto di più vedere è stata la soddisfazione nei loro occhi nel rivedersi, davanti ad un pubblico, nella proiezione finale. La soddisfazione di chi, questa volta, ha davvero qualcosa di fiero da mettere in mostra di sè stesso. Di chi si affaccia al pubblico, alla vita, alle famiglie con una sfaccettatura nuova: quella di chi scopre che, in fondo in fondo a quel maledetto tunnel, c'è ancora una possibilità: la possibilità di scegliere.

E ciò che più di tutto continua a commuovermi è, ad ogni proiezione del video, vederli nello stesso punto ogni volta girarsi e guardarmi per indicarmi con un gesto e con lo sguardo, il brivido dell'emozione e la pelle d'oca che gli percorre il cuore e le braccia: quelle martoriate braccia che di storie e racconti ne avrebbero da dirci fino stremarci, e senza poesia e senza dolcezza; quelle braccia graffiate di vita e dolore che oggi riscoprono un po' la sensazione della gioia, della fierezza, dell'orgoglio, dell'emozione, della possibilità, dell'esperienza, della vita.
Marta De Lorenzo




"Un capolavoro è una battaglia vinta contro la morte."(Jean Cocteau)



"Emozioni in ombra"
centro terapeutico 
"Tenda d'Abramo" Comunità Emmanuel Lecce
gruppo in fase di pre-accoglienza
esperienza laboratoriale/videoteatrale


Laboratorio delle Ombre

Laboratorio permanente di espressione corporea ed emozionale

"Non c'è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell'assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima. Non si raggiunge l'illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l'oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia."
C. G. Jung

Per chi approda in comunità l’esperienza dei limiti dell’assurdo è già stata abbondantemente vissuta. L’esperienza di chi, come tanti, non conoscendo la traiettoria della propria ombra, non riconosce neanche da che parte ormai sorga il sole.
Non c’è presa di coscienza senza sofferenza, perché per accendere una luce in una stanza buia devo avere il coraggio di entrare. Senza coraggio, senza esperienza, senza camminarmi dentro, posso solo immaginare, idealizzare, raccontare, sognare. Ma siamo sicuri che sognare e raccontare e immaginare con gli occhi aperti e le mani colme di esperienza di sé sia un presupposto interessantissimo per poter tessere il più bello dei racconti,  il racconto di sé.
Sempre proseguendo sull’ormai consolidato canale dell’esperienza creativa e della pedagogia a mediazione artistica, abbiamo intrapreso questo nuovo percorso per sperimentare un nuovo linguaggio per entrare in con-tatto con il mondo emotivo e costruire racconti dall’interno, dando voce a quell’ombra assopita e deformata, custode gelosa di segreti emozionali e personaggi imprigionati che trovano così espressione, vita nel corpo e significati profondi, restituendo il senso incompreso di azioni manipolate da sentimenti inconsci e indomabili.
Ci cerchiamo e presenti-amo, ci giochi-amo e improvvisi-amo, ci studi-amo e poi azioni-amo. Amo è la parola d’ordine. Amo e raccolgo/accolgo tutto ciò che dalla mia ombra emerge, perché parte di me, perché significante per me, perché maestra per me.
Abbiamo studiato e interrogato le emozioni una per una, lasciandole muovere su pensieri definiti, lasciandole agire sino a prenderne il controllo, sino ad abbracciarle, sino a liberarci dal dominio della REAZIONE per imparare a RISPONDERE con il corpo, con il cuore e con la mente.
Ci stiamo camminando dentro, proiettando le cicatrici sul corpo e le ferite nell’ ombra.
Un respiro che dialoga, tra luci e ombre, ci cerchiamo così. ..
Marta De Lorenzo









martedì 22 marzo 2016

Jerome Bruner... la grandezza in una storia semplice

Ringrazio Altroviaggio.org per questa recensione e per aver riportato in respiro questa stanza della mia vita, senza la quale nulla di ciò che sono oggi sarebbe mai potuto essere.

Ho sempre pensato di raccontare un giorno Bruner come la più semplice delle storie, un po' come quando parli del panettiere sotto casa che tra una sfilatino profumato e un etto di cotto ti serve una pillola di saggezza di quelle che non dimentichi mai per tutta la vita. Ecco, Jerome Bruner è così, un'immensità di testa, pensieri, studi, ricerchi ed esperienze...servite come uno sfilatino caldo tra una boccata di sigaro e una risata sotto quegli occhiali giganti che scrutano la vita dentro. Jerome Bruner è quello che non ha mai mancato di rispondere ad una mia domanda e non ha mai smesso di pormi domande: perchè lui conosce, da tutti, anche da me. Bruner è quello che non perde occasione per una battuta, che mi dice sono fiero di te quando gli consegno la tesi completata, che mi invita ad incontrarlo più volte e ogni volta che ci riusciamo mi abbraccia come fossimo sempre stati amici e per sempre; Bruner è quello che mi ha insegnato che eh si...i pesci sono davvero gli ultimi a scoprire l'acqua, e che ogni costruzione di quello che siamo è rinarrabile, rinegoziabile e che la creatività non è mai un limite, anche quando sembra risucchiarti nel caos, perchè è sempre possibilità, è sempre occasione, è sempre costruzione di vita, di pace, di mondi possibili e storie percorribili. Bruner è quello che ancora oggi ad ogni mail "hey what are you doing? I'm working on my new book" ed è li che si interroga su come si sviluppano tanti fenomeni e processi psicosociali, e insomma...di anni ormai ne ha solo 100!!! Bruner è quello per cui ho scroccato una sigaretta al tavolo accanto, che ha la mia prima PuPazziella cucita a mano, Sofia, che alla faccia mia se la diverte in quel di New York.
Jerom Bruner è quello che mi ha accompagnata proprio quando ne avevo bisogno, proprio quando stavo crescendo. Jerome Bruner  è quello che mi ha insegnato che ad essere piccoli non ci vuole proprio niente. E che per essere Grandi basta credere in se stessi e amare ciò che si fa. Il resto sono storie di ruoli e vestiti che a me, personalmente, non interessano proprio.
Jerome Bruner è uno da conoscere. E' uno che ha attraversato e segnato tutta la storia della pedagogia e psicologia contemporanea. Jerome Bruner è una storia semplice. Ma di una complessità e specialità infinita. Non siamo abituati a chiedere, paurosi e prigionieri nei nostri schemi e orizzonti già disegnati, ma bisogna osare, osare di essere e chiedere: io ho bussato. E lui ha aperto. Questo è grande. La pedagogia è ciò che si è.



http://www.altroviaggio.org/2015/02/28/il-ruolo-della-narrazione-secondo-bruner

Scarica qui la tesi: Racconto e costruzione narrativa dell'identità in Jerome S. Bruner

Roma, 2005

mercoledì 16 marzo 2016

Il progetto in Comunità

Laboratorio di educazione emozionale e creativa in Comunità Emmanuel, perchè?

per "accompagnare gli accolti nella scoperta e rieducazione delle proprie emozioni e della propria sfera affettiva e sensoriale"

clicca sul link di reindirizzamento alla Comunità Emmanuel

lunedì 13 luglio 2015

Parole LIBERArTE

Linko una breve testimonianza di un percorso in progress di scrittura creativa ed emozionale in Comunità per le tossicodipendenze. Stiamo muovendo i primi passi, ma già germogliano emozioni. Potete visionarlo a questo link del sito della Comunità Emmanuel.

martedì 19 febbraio 2013

l'Alfabeto del cuore



Non ai dotti, non ai libri, non ai teorici né agli studiosi; non ai magnifici o chiarissimi e non al solo fan club, familiare e amicale, che ha concorso in questo viaggio. Ma a tutti coloro che questo viaggio lo hanno vissuto, incrociato, s
fiorato, creato; a tutti coloro che ci hanno messo qualcosa di loro, che qualcosa hanno lasciato, che qualcosa si sono presi; a tutti coloro che si sono sporcati il cuore e l’anima, a chi ha permesso a me di sporcarmi il cuore e l’anima; a tutti coloro che dai banchi della scuola della vita, dagli ultimi banchi, quelli bui, nascosti, sporchi, emarginati mi hanno insegnato, umilmente, silenziosamente, giocando, ridendo e piangendo, il valore reale delle cose, della vita, dell’essere umano, quello umano veramente. A chi mi ha fatto dono della sua vita e della sua esperienza, a chi mi ha onorata con la sua testimonianza, a chi ha stroncato le mie certezze e mi ha costretta a fermarmi, finalmente, a svuotare la coppa prima di riempirla. A chi è rimasto, a chi è passato, a chi è tornato, a chi ha viaggiato e a chi, purtroppo, non c’è più.
A chi, come la piccola volpe Titù, segreta e preziosa amica di una bambina, ha viaggiato accanto a me, insegnandomi la «differenza tra amare e possedere» . A chi questo viaggio lo ha sostenuto e incoraggiato, a chi ci ha messo un po’ di fiducia e un po’ di cuore, e un po’ di comprensione, anche tra i magnifici e i chiarissimi! A chi lo ha gustato dalla poltrona con i pop corn, chi ha combattuto in prima linea, chi ha tifato dalle corsie ospedaliere! Solo chi Vive conosce il segreto della vita, e solo chi ha vissuto questo viaggio né conosce il vero valore. Per tutti gli altri, basta scegliere una nota e un colore…e iniziare a dipingerlo, con la parole del cuore, il proprio viaggio speciale.
A tutti questi Cuori, analfabeti e alfabetizzati, Grazie! Il viaggio continua…

"(…) Il mondo delle tossicodipendenze è troppo ampio e troppo vario e spesso troppo doloroso per esprimere conclusioni o considerazioni su un concetto di “categoria”. Quello che ho imparato e che imparo ogni giorno tra loro è proprio a smantellare la categoria e tutte le categorie, a vedere sempre l’uomo dietro ogni cosa, a cercare sempre le risorse dietro ogni fragilità, a puntare sempre sulla vita. Il mondo delle tossicodipendenze, e nel mio caso specifico, dell’analfabetismo emozionale, mi insegna che le realtà dei centri terapeutici sono solo dei contenitori entro cui si svolge una porzione di realtà che non differisce da quella fuori le mura. L’analfabetismo del cuore, la tossicità dei comportamenti umani, la dipendenza dell’uomo, non sono un’esclusiva dei tossici o dei detenuti: appartengono ad ognuno di noi: è questa la ricchezza dell’esperienza, comprendere di essere noi stessi risorsa, ogni giorno, interrogando il nostro sentire e la nostra ragione, integrando i cervelli razionali ed emotivi, aprendosi alla percezione del mondo della vita e delle cose così come sono. Emily Dickinson diceva: per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato: se lo riempi con altro ancora di più spalancherà le fauci. Non si chiude un abisso con l'aria.
E per quel poco, piccolo frammento che mi compete, insieme proviamo a riempire l’abisso con i colori, i giochi, e le emozioni perdute. Ad ognuno il suo. Ad ognuno il proprio ruolo. Ad ognuno il proprio cammino. Buon viaggio."

Marta De Lorenzo


sabato 28 aprile 2012

forme, colori ed emozioni nelle tossicodipendenze


ContattArti
Forme, colori ed emozioni nelle tossicodipendenze
Un progetto di counseling espressivo e artiterapie nella Comunità Emmanuel



 Canalizzare in un progetto di laboratori emozionali la specialità dei suoni, dei colori e delle immagini, caratteristici dell’arte e della creatività, significa lavorare sul processo unificante, sul piano emozionale e cognitivo, dell’esperienza del proprio Sé che trova piena espressione e conciliazione attraverso la completezza della sua manifestazione, sintetizzando la comunicazione verbale e non verbale, promuovendo così sani e completi processi di crescita e di sviluppo.
 L’espressione creativa, come noto, è l’espressione del sentimento interiore dell’uomo capace di mettere l’individuo nell’autentica condizione di entrare in contatto con la propria realtà interna per conoscerla, accettarla, modificarla.
 La creatività, di cui ogni essere umano è dotato, è una grande risorsa da cui attingere. In questo senso il counseling espressivo e l’arteterapia ci aiutano a riscoprirla e ad utilizzarla per modificare e migliorare il nostro percorso di vita.
 I laboratori di ContattArti si basano su queste premesse e tendono a stuzzicare la produzione artistica del Sé e la rappresentazione creativa, simbolica, emozionale dell’essere, come offerta di un canale alternativo (non a sé stante ma integrato con gli altri e  collaborante con essi) attraverso il quale, per dirlo socraticamente, conoscere se stessi e, pindaricamente, divenire ciò che si è.  In altre parole, entrare in con-tatto con se stessi e le proprie emozioni, dove il tatto è rappresentato proprio dalla discrezione e delicatezza dell’arte e del gioco, della creatività.
 Il focus dei lavori con le artiterapie e il counseling espressivo è, di fatto, il processo creativo in sé che stimola l’accesso agli aspetti più intimi e nascosti di sé e consente di contattare ed esprimere le emozioni più recondite e spesso inaspettate, di potenziare le abilità non riconosciute, di scoprire e riscoprirsi, creare e ri-crearsi, di coinvolgere l’individuo nella sua totalità mente-corpo: in questo senso il processo creativo è già “terapeutico” in sé.
 Ogni laboratorio rappresenta, per chi partecipa e chi lo conduce, un dolcissimo tuffo entro la vita vera, navigando nelle emozioni, nelle sen-azioni, e non c’è esperienza più bella che recuperare di volta in volta un’inarrestabile meraviglia.
 Per diventare bambini ci vuole una vita, diceva Picasso…Ed è proprio vero: persa la spontaneità e la semplicità dell’infanzia, ingenua e pura tesa all’ascolto destrutturato dei bisogni e dell’espressione non-filtrata, ergiamo intorno a noi castelli e muraglie a volte deleterie e soffocanti: recuperare quella dimensione, di verità, spontaneità, semplicità, divertimento dell’infanzia è uno degli obiettivi di questo lavoro, riportare a galla il bambino che è dentro di noi, giocosamente, per recuperare una profonda capacità che abbiamo eclissato: quella di meravigliarsi, e viversi nella propria cosciente autenticità.

 Portare la specialità delle tecniche espressive e artistiche all’interno di una comunità terapeutica e nel lavoro con le tossicodipendenze prevede un incanto e una sfida maggiore: entrare in punta di piedi e armati di tutti i colori del mondo nelle pulsanti vite di chi intorno a sé ha dipinto rigide mura in bianco e nero decorate di emozioni sporche e sedate e, spesso,  comprendere di dover abbandonare la propria tavolozza di colori professionale per lasciarsi immergere e guidare da quella autentica e sorprendente dei loro mondi che tornano a galla, attraverso i sentieri più ostruiti e dissestati, che si schiudono a poco a poco, colorandosi di meraviglia: la sfida è una soltanto, imparare a dipingere insieme a loro, con loro, respirando insieme sull’arcobaleno della vita.
 Capita spesso che mi si chieda: e quali sono i colori della tossicodipendenza?
La tossicodipendenza ha gli stessi colori del mondo... la completezza dell'arcobaleno e la versatilità delle sfumature più improbabili.
I soggetti dipendenti da sostanze psicotrope sono, prima di tutto e sopra a tutto, semplicemente persone... con un universo di sensi travolgenti e stravolgenti...
Le loro emozioni, spesso anestetizzate dalle sostanze e dalle loro sofferenti storie di vita, a volte si assopiscono accucciate in angoli oscuri e tenebrosi del loro essere/non-esser-ci, pungendo silenti sotto la pelle dell'inconsapevolezza, altre volte si insinuano latenti in ritagli di vita, sbocciando di meravigliati sensi in cerca di assaporamento e assimilazione, altre esplodono, come magma rovente e schegge cristalline scagliate nell'infinito...
 Pennellate corpose si dipanano nell'atmosfera... e sfumano lacrime, sorrisi, ricordi, desideri, paure, respiri...ogni colore, ogni segno è una parte di noi che prende forma, senso...vita...
Liberamente emozioni si riversano su carta, dense e ricche....
Note e sussurri si traducono in colori e intime significazioni...
Corpi interrotti giocosamente si creano, da pelle a pelle...in un viaggio profondo, intimo, ma sempre discreto, a volte incantato.

 Il percorso di ContattArti prevede una serie di attività che includono:

 -     Un  lavoro propedeutico di alfabetizzazione emozionale, volto alla familiarizzazione con la sfera emotiva e i processi di consapevolezza e autoconoscenza;
-      Un allenamento all’uso dell’emisfero destro stimolato attraverso il disegno e tecniche di creatività “laterale”;
-      Laboratori centrati sui temi dell’autoconoscenza, della personalità, del proprio mondo fisico e affettivo, dei sentimenti e delle emozioni, dei conflitti personali e delle problematiche legate all’abuso di sostanze e ai propri modi d’essere;
   -   Lo sviluppo del Sé come “opera d’arte”, ovvero la libera espressione creativa e artistica di prodotti artistici significanti il proprio mondo interiore.

 Nei laboratori avviati le risposte dei partecipanti sono state molto propositive: la modalità giocosa del colore ha reso poco invadente il processo di elaborazione interna dei propri vissuti, stuzzicando così l’attenzione e la motivazione. Chi ha preferito rimanere su un piano più “superficiale” è stato libero di farlo, mentre chi ha scelto di mettersi più in gioco, comprendendo il senso più pedagogico delle attività, ha lasciato che il suo mondo interiore si sciogliesse nel colore, concedendosi spesso di stupirsi o confermarsi davanti ai suoi ricordi, ai suoi sorrisi, ai suoi fantasmi, alle sue lacrime. Ecco alcuni feedback emozionali riportati da alcuni partecipanti alle attività laboratoriali dei centri terapeutici maschili e femminili:

“E’ stato bellissimo, mi ha fatto ricordare l’infanzia, ho colorato con tanto amore. Tante volte cerchiamo l’allegria in grandi cose. Oggi in una piccola cosa, molto semplice, ho trovato un momento intenso di divertimento e pace interiore”.

“Ora mi sento tranquilla, un po’ emozionata e quindi positiva perché ricordare e descrivere le emozioni con dei colori è un espressione così semplice, naturale, particolare, che mi soddisfa. E' come tornare bambini sia nell’emozionarsi con le musiche che esternare l’emozione con delle immagini e ancora una volta imparo a conoscermi sempre di più”.

“Da quando abbiamo cominciato il laboratorio il mio pensiero sta cambiando in positivo, all’inizio ero scettica, mi annoiavo e di conseguenza non mi predisponevo nel modo giusto. Ma ora qualcosa è cambiato, sento che questo laboratorio mi sta aiutando a lasciarmi andare, ad aprirmi più che con gli altri, sopratutto con me stessa. E mi sta aiutando a conoscermi”.

“Mi piace tanto quello che mi fai sentire e provare con l’ “arteterapia”. Mi libero, mi rilasso, a volte mi viene da piangere ma tutto questo è bello. Tante emozioni, che in questo modo riesco a tirare fuori e che per una persona come me che è abbastanza chiusa non può fare altro che bene.”

“Abbiamo iniziato questo lavoro che pensavo fosse una stupidaggine, interrogandomi su che cosa avrebbe potuto mai suscitarmi disegnare con la musica. Ad oggi dopo tre incontri devo ricredermi su quello che ho suddetto. Questo perché oggi posso dire che tutto ciò ne suscita di emozioni, belle e brutte, ma sicuramente emozioni, quelle che fino a oggi non provavo più. Ma cosa bella è che sto imparando a riconoscerle”.

“Abbiamo svolto un’attività che mi ha sorpresa e mi ha aiutata moltissimo. Casualmente la mia sensazione di non capirmi, di non sapermi leggere dentro è venuta a galla e sono riuscita ad esprimerlo. Inizialmente non avevo idea di come rappresentarmi ma poi la mano è andata da sola, traducendo perfettamente cosa sento dentro, come mi sento. Ora sono soddisfatta, felice di essermi ASCOLTATA.”

“Ho voluto raffigurare due modi di essere: quella colorata di scuro è la parte ambigua e confusa di me che non accetto, mentre i colori più chiari sono le cose belle che ho fatto e che mi danno forza per recuperare e cambiare nella trasparenza, che è la parte semplice”.

A volte, seppur apparentemente paradossale, indossando una maschera siamo in grado di smascherare il nostro vero essere, le sue resistenze, i suoi bui, le sue “tossicità”: è la maschera dell’artista che ci consente di fare questo, vestendoci della creatività che è in ognuno di noi, rendendoci attivi e responsabili in prima persona del nostro essere e del mondo in cui ci costruiamo come esseri umani viventi, pensanti, sognanti, percepenti, emozionanti. Ognuno di noi, unico artista, autore e responsabile di sé stesso. Del resto, una volta toccato il fondo, cosa resta se non la possibilità di ri-cre-arti?!

Dott.ssa Marta De Lorenzo
articolo su Notizie Emmanuel , anno 2008

sabato 4 febbraio 2012

LABORATORI EduCreArte EMOZIONALE RAGAZZI

LABORATORI EduCreArte EMOZIONALE RAGAZZI
Educazione Creatività Arte ed Emozioni
PER CRESCERE E (BEN-) ESSERE

Ciclo di 3 incontri laboratoriali propedeutici ed introduttivi ai successivi percorsi dedicati all’educazione creativa ed emozionale e al counseling a mediazione artistica per preadolescenti e adolescenti, per sostenerli e accompagnarli nella scoperta e gestione delle loro emozioni, del loro mondo interiore, sviluppare l’intelligenza emotiva e il potenziale creativo per la cura del ben-essere personale, familiare e sociale.
Uno spazio protetto, creativo, colorato e nutritivo dove trascorre del tempo creativo ed educativo in compagnia delle proprie e emozioni.

Gli incontri del I gruppo aperto a ragazzi dai 10-13 anni si svolgeranno secondo il seguente calendario dalle ore 17. 00 alle ore 19.00:

1. SONO: Collage delle emozioni e delle qualità – 14 Febbraio
2. SENTO: Musica ed emozioni in ascolto – 21 Febbraio
3. IMMAGINO: I colori delle emozioni – 28 Febbraio

I laboratori saranno condotti in collaborazione con la Coop. Sociale Nuova Siloe Onlus (www.nuovasiloe.it) dalla dott.ssa Marta De Lorenzo (www.martadelorenzo.blogspot.com)

I gruppi sono a numero chiuso, si avvieranno con un min. di 4 iscritti a un max di 8 per gruppo.

Per iscriversi è necessaria la prenotazione.
Per maggiori informazioni e info costi e modalità:

info@nuovasiloe.it
3393712075 dott.ssa Filomena Carbone
3283396514 dott.ssa Marta de Lorenzo

ISCRIZIONI ENTRO IL 10 FEBBRAIO 2012

Seguirà successivamente la programmazione di percorsi di approfondimento educreativi:

-Emozionalmente: percorsi di alfabetizzazione emozionale ed intelligenze emotiva
-Io sono OK! Noi siamo OK! Laboratorio autostima e promozione delle life skills
-Laboratorio Autobiografico Ragazzi creativi: storia, senso e progetto di me
-EduCreARtE Family - Favole per capire…e per capirsi con il cuore. Percorso laboratoriale dedicato ai genitori, alla ri-scoperta del proprio bambino interiore per comprendere meglio se stessi e i propri figli e sviluppare autonome linee educative libere dai condizionamenti della propria storia personale e familiare.
(info martadelorenzo79@libero.it)

mercoledì 9 novembre 2011

vedere con la mente capire con il cuore per-corsi esperenziali

 VEDERE CON LA MENTE, CAPIRE CON IL CUORE 
Percorso per piccoli gruppi 
  Sono aperte le iscrizioni per la frequenza al primo ciclo: “Lo sguardo dentro” sviluppato in 4 appuntamenti: 
1)    Lo sguardo dentro:  
-TridimensionalMente: sono, voglio, posso 
-l’affaccio del cuore
-Polarità e risorse 
-Pesi e sollievi 

Il gruppo è a numero chiuso.
Iscrizioni entro il 20 novembre. 
Date: lun. 28 nov, lunedì 5 dic, lun. 12 dic, lun 19 dic 
Ore: 18-19.30 
Per info e iscrizioni martadelorenzo79@gmail
 Marta De Lorenzo   


Il per-corso completo prevede  3 cicli esperenziali dedicati a tre aree esplorative:  a) lo sguardo dentro b) la mente del cuore c) in-con-tra-rsi: cuore e mente in relAzione.

La partecipazione al primo ciclo NON obbliga alla frequenza degli altri due, ognuno è però propedeutico all’altro. Seguiranno dunque, per chi sceglierà di proseguire il percorso:

2) la mente del cuore 
-Pieni , vuoti, unità: il senso della MIA vita
-Domanda e offerta, aiutare e aiutarsi -essere in…ruolo
-Parole del cuore Percorso 

3) in-con-tra-rsi: cuore e mente in relAzione 
-Dimensioni nel mondo: il mio spazio, la mia dimensione, le mie rel-Azioni 
-io in rel-azione (io & te) 
-io in rel-azione (io & voi)
-io in rel-azione ( Il mio universo) 

Un per-corso di crescita  personale ed esperienziale per conoscere meglio se stessi e sviluppare il proprio potenziale positivo e le proprie risorse, accrescere la propria autostima, affinare le proprie competenze esistenziali e relazionali; un piccolo gruppo in cui trascorre del tempo in con-tatto con te stesso e in con-divisione, per assaporare l’autenticità e unicità della tua vita in uno spazio autorizzato alla totale e spontanea espressione di sé, per armonizzare mente e cuore e manifestarti al meglio di te stesso/a. 
MEDOTODOLOGIA DELL’EDUCAZIONE CREATIVA E IL COUNSELING CREATIVO A MEDIAZIONE ARTISTICA

sabato 5 novembre 2011

intervista : Che favola di donna sei?

Voglio ringraziare Angela  per il suo progetto dedicato alla creazione di una rete tra donne creative mettendo in circolo una grande energia e in connessione tante
realtà diverse, uniche e con-divise. Un grazie speciale per avermi offerto la possibilità di raccontarmi, e ri-contattarmi, attraverso un'intervista speciale. 
Angela si occupa di didattica, educazione e terapia musicale a Foligno. Vorrei fosse più vicina perchè mai come adesso, coincidenza, mi accingo a rispolverare un'arcaica passione musicale che è venuta a ribussare alla porta mentre io facevo finta di essere distratta e disinteressata! Chissà forse è vero...che nulla accade per caso ;) L'importante è che ciò che accade trovi il giusto spazio per essere...vissuto.
Qui il link per visitare il sito di Angela Contessa .

un frammento dell'intervista:

Se fosse una canzone sarebbe "le cose che piacciono a me..."
Se fosse un colore sarebbe il giallo.
Se fosse un personaggio: Trilly, nel film della Disney “Peter Pan”.
Se fosse un film: Il favoloso mondo di Amelie.
Questo immagino, leggendo le sue risposte all’intervista.

Intervista a chi? A Marta.
Nello stesso significato del nome, scopro il segreto di una forza della natura, che si esprime in un’attività spesso inarrestabile.

Marta De Lorenzo, Gestalt counselor, esperta in educazione emozionale, propone laboratori di artcounseling e per-corsi di consapevolezza ed espressione creativa.
Napoletana d’origine, vive e lavora a Lecce.

La cosa “buffa” è che la luce colorata che emana mi ha colpita attraverso il web, “galeotto” nel far incrociare le nostre strade.
Ancora non la conosco di persona, ci teniamo in con-tatto tramite FB e i nostri rispettivi blog.

Le ho inviato il testo dell’intervista: e mi ha scritto che si sarebbe regalata uno “spazio” per rispondere.
Ora in questo spazio sacro si è in qualche modo rispecchiata: e posso presentarla anche a voi.
Eccola. Marta. Marta De Lorenzo :-)

Qualcosa o qualcuno ispira la tua vita e il tuo lavoro?
Non so cosa sia esattamente, credo sia…la vita stessa, con tutte le sue vibrazioni che arrivano ora nella pancia, ora nel cuore, ora nella testa.
Capita che legga una frase importante, carica di vissuto reale e di colori, e che questo inneschi un meccanismo “creativo”, che non si acquieta finchè non trova la sua giusta “forma”.
Allora parte l’idea di un laboratorio, di un progetto, di una creazione, la ricerca di materiali più curiosi, la strutturazione in ogni suo più insignificante dettaglio creativo, colorato, vibrante, emozionale.
Così come la scintilla nasce da cose che osservo, oggetti, gesti, o da sensazioni particolari.
Mi ispiro anche tutte quelle persone, più o meno famose, più o meno studiose, più o meno luminari, che hanno saputo lasciar passare dell’emotività profonda nel loro lavoro, che si sono dissociati dalle gabbie istituzionalizzanti, per nutrire la vita, con il loro contributo. [...]

per leggere il testo integrale clicca qui

fonte: http://www.ioarte.org/artisti/Walls/opere/Skjazz/

per-corsi e proposte 2011/2012

"Un re andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle pianticelle morenti, mentre alcuni fiori erano appassiti.

Cominciò a chiedere alle piante le ragioni di questo stato.

La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino.

Osservando il pino, il re lo trovò sofferente perché non poteva portar grappoli come la vite

E la vite stava morendo perché non poteva fiorire come una rosa.

Infine trovò una pianta, la viola, fresca e fiorente come sempre.

Alla domanda del re, la pianta rispose: 
“Mi è sembrato scontato che, quando tu mi hai piantato, volevi una viola. 
Se avessi desiderato una quercia, un pino, una vite o una rosa, avresti piantato quelle. 
Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stessa”


clicca sull'immagine per ingrandire


 scegli il tuo per-corso ben-essere, per "manifestarti al meglio di te stesso"

giovedì 3 novembre 2011

Chi sono io?

" Chi sono io? " chiese un giorno un giovane a un anziano.   
" Sei quello che pensi" rispose l'anziano "   
Te lo spiego con una piccola storia.   
Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto si videro sulla linea dell'orizzonte due persone che si abbracciavano.    
- Sono un papà e una mamma - , pensò una bambina innocente.  
  - Sono due amanti - , pensò un uomo dal cuore torbido.   
- Sono due amici che s'incontrano dopo molti anni - , pensò un uomo solo. 
- Sono due mercanti che han concluso un buon affare - , pensò un uomo avido di denaro.    
- E' un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra - , pensò una donna dall'anima tenera.   
- Sono due innamorati - , pensò una ragazza che sognava l'amore.   
- Chissà perche' si abbracciano- , pensò un uomo dal cuore asciutto.   
- Che bello vedere due persone che si abbracciano - , pensò un uomo di Dio.    
Ogni pensiero " concluse l'anziano " rivela a te stesso quello che sei.   
Esamina di frequente i tuoi pensieri..   
ti possono dire molte piu' cose su te di qualsiasi maestro. "

Sei quello che pensi.
Sei quello che senti.
Sei quello che sei. 
un percorso di counseling e/o un percorso di crescita personale può essere uno strumento utile per passeggiare a piedi nudi dentro te stesso, imparare ad essere ciò che sei, acquisire strumenti per l'ascolto e l'autosservazione e la crescita personale.



Definizione di counseling
Il counseling professionale è un'attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.

Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento.

(Definizione dell'attività di counseling approvata dall'Assemblea dei soci in data 2 aprile 2011 di Assocounseling)

Regalati un momento di ascolto di te,
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martadelorenzo79@gmail.com